Accoppiamenti cani labrador: le norme Enci

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Accoppiamenti cani labrador, nuove norme

Il 1° gennaio 2012 è entrato in vigore il nuovo Regolamento internazionale di allevamento FCI, peraltro esistente fin dal 1979.

L’ENCI non lo ha pubblicizzato molto: l’ha inserito sul suo sito, ma ben pochi si sono accorti che esiste e perfino gli allevatori spesso fanno ancora riferimento alla vecchissima convenzione di Monaco (datata 1934!) quando si tratta di diritti di monta o di altre problematiche relative agli accoppiamenti.

Il risultato è che spesso ci si trova in discussioni proprio perché gli accordi presi precedentemente,  magari solo verbalmente, vengono resi vani da qualche accadimento imprevisto e non contemplato nei vecchi usi e costumi: eppure basterebbe seguire il Regolamento per evitare ogni diatriba, perché esso contiene praticamente tutte le possibilità esistenti e indica come regolarsi in merito.
Riportiamo qui alcuni dei punti salienti del Regolamento stesso e soprattutto il link alla versione integrale, che si può trovare sul sito dell’ENCI.

I Paesi membri e partner su contratto della Federazione Cinologica Internazionale (FCI) sono tenuti a rispettare il regolamento di allevamento internazionale della FCI.

 Accoppiamenti cani labrador, le principali regole

• Il presente regolamento di allevamento della FCI riguarda direttamente tutti i paesi membri e partner su contratto della FCI. Ciò significa che l’allevamento può essere praticato unicamente con cani di razza pura, di buon carattere, in perfetta salute in termini di funzionalità ed ereditarietà ed iscritti in un libro origini o registro supplementare riconosciuto dalla FCI. Per altro, devono soddisfare le condizioni imposte dai paesi membri e partner su contratto della FCI.

• I cani che possono essere considerati in perfetta salute in termini di ereditarietà sono quelli che trasmettono le caratteristiche dello standard di una razza, il suo tipo ed il suo temperamento e non presentano alcun difetto ereditario sostanziale che potrebbe minacciare l’aspetto funzionale della loro progenie. I paesi membri e partner su contratto della FCI devono di conseguenza evitare che gli standard includano delle esagerazioni delle caratteristiche che potrebbero mettere in pericolo la funzionalità dei cani.

• I cani che presentano dei difetti eliminatori, come un temperamento malsano, una sordità od una cecità congenita, labbro leporino, palato spaccato, delle malformazioni notorie della mascella o dei difetti dentali pronunciati, un’atrofia progressiva della retina, i cani che soffrono di epilessia, i cani criptorchidi, monorchidi, albini, affetti da displasia severa accertata dell’anca oppure dei cani che presentano dei colori di pelo non desiderati non possono essere utilizzati per l’allevamento.

• In materia di “gestione” delle tare ereditarie come la displasia dell’anca o l’atrofia progressiva della retina, i paesi membri e partner su contratto della FCIdevono tenere un registro dei cani affetti da tali malattie, combatterle in modo metodico, registrare continuamente i progressi realizzati e comunicarlo alla FCI su richiesta.
Se viene eseguito un test del DNA, il veterinario che lo esegue dovrà controllare e certificare il codice identificativo del cane così come da protocollo sanitario; il certificato rilasciato dal laboratorio, oltre al risultato del test, dovrà includere tutte le informazioni relative all’identità del cane.

• Si raccomanda agli allevatori ed ai proprietari degli stalloni di mettere per iscritto le condizioni nelle quali avverrà la monta, al fine di creare una situazione chiara per quanto riguarda gli obblighi finanziarie.

• Il “proprietario” di un cane è la persona che ha legalmente acquisito l’animale, si trova in suo possesso e può provarlo con la detenzione, correttamente certificata, di un certificato d’iscrizione ed un pedigree validi.

• Il “possessore” dello stallone è o il proprietario dello stesso o la persona che ha ricevuto l’autorizzazione del proprietario di offrire i servizi di tale stallone per una monta.